p 122 .

Paragrafo 5 . Il Medio Oriente e l'Africa.

     
L'Egitto, bench formalmente indipendente dal 1922, era sottoposto  al
predominio britannico. La lotta contro quest'ultimo si intensific nel
corso  degli anni Trenta, in seguito al peggioramento delle condizioni
di  vita,  causato  dalle  conseguenze della  crisi  del  1929,  e  in
particolare  dalla  caduta del prezzo del cotone, che  era  alla  base
dell'economia  egiziana.  Il  progressivo  aggravarsi  della  tensione
spinse il governo britannico a sottoscrivere, nell'agosto del 1936, un
accordo   che   prevedeva   la   fine  dell'occupazione   dell'Egitto,
l'abolizione dei privilegi concessi ai cittadini stranieri e il ritiro
delle  truppe britanniche da tutto il territorio egiziano,  eccettuata
la zona del canale di Suez ed Alessandria.
     In  Palestina, nel corso degli anni Trenta, la situazione si fece
molto  complessa  e delicata. In seguito all'avvento  del  nazismo  in
Germania  e  alla diffusione dell'antisemitismo, gli ebrei  affluirono
qui  in  gran numero da ogni parte d'Europa, sino a diventare  il  30%
della popolazione. L'accresciuta presenza ebraica, caratterizzata  fra
l'altro  da  una  considerevole solidit economica e da  una  spiccata
capacit  organizzativa  e imprenditoriale, aliment  il  nazionalismo
arabo.   I  contrasti  economico-sociali  e  l'intolleranza  reciproca
divennero  causa di scontri sempre pi frequenti, tanto che nel  1936,
davanti al dilagare della rivolta araba, l'Inghilterra, desiderosa  di
mantenere il controllo dell'area, rinforz il proprio contingente  con
l'invio  di  30.000 militari. Successivamente essa  tent  di  imporsi
diplomaticamente suggerendo un'ipotesi di soluzione - la formazione di
uno stato binazionale, con un limite di 75.000 immigrati ebrei fino al
1944,  e  successivamente la piena discrezionalit araba  sulle  nuove
immigrazioni  -  che  si  mostr del tutto invisa  all'estrema  destra
sionista  (il  sionismo, da Sion, la collina  su  cui  sorge  l'antica
Gerusalemme,  fondato  nel 1896, propugnava la  realizzazione  di  uno
stato  ebraico in Palestina), che insorse con violenza. La  formazione
militare   denominata  irgun  zvai  lumi  ("organizzazione   militare
nazionale"),  che aveva collaborato con le autorit britanniche  nella
repressione  della  rivolta  araba  distinguendosi  in  operazioni  di
terrorismo  contro la popolazione civile, cominci infatti  a  colpire
anche gli inglesi.
     L'Iraq,  indipendente  dal  1932, e dal  1936  governato  da  una
dittatura  militare,  continu  ad  essere  sottoposto  al  predominio
dell'Inghilterra, che vi manteneva importanti basi militari, e tramite
la British Iraq Petroleum Company, ne controllava l'economia.
     Nella  penisola  araba  lo  stato  pi  importante  era  l'Arabia
Saudita, una monarchia che lo sceicco Ibn Saud aveva fondato nel  1932
unificando  tutti  i  territori  da lui  conquistati  e  ottenendo  il
riconoscimento  dell'Inghilterra. Quest'ultima manteneva  comunque  il
controllo  su  tutta  l'area  e, per meglio  esercitarlo,  cercava  di
preservare l'assetto geopolitico, in particolare la divisione in  vari
emirati dei territori attorno al regno saudita.
     Quando  in  quasi  tutti  i  paesi  della  penisola  araba  venne
scoperto  il petrolio, gli stati e le compagnie petrolifere  francesi,
inglesi  e  americane  entrarono in competizione  per  accaparrarsi  i
diritti allo sfruttamento; ci consent il rapido arricchimento di una
ristretta   classe   di  notabili  locali,  che  poterono   riscuotere
consistenti royalties (le quote di profitto che le compagnie versavano
agli  stati  arabi),  mentre  le popolazioni  non  ne  trassero  alcun
vantaggio.
     
     p 123 .
     
     In  Siria e nel Libano l'atteggiamento intollerante della Francia
verso   ogni   rivendicazione   indipendentistica   ebbe   una   breve
interruzione  tra il 1936 e il 1937, durante il governo di  coalizione
guidato  da Lon Blum (vedi capitolo Otto, paragrafo 4). Questo  firm
un  trattato che prevedeva l'indipendenza della Siria entro tre  anni;
nel  1937,  per,  il  governo Blum cadde e  nel  1939  il  parlamento
francese respinse la ratifica del trattato.
     Nell'Africa    settentrionale    le    varie    iniziative    per
l'emancipazione nazionale vennero soffocate dai governi coloniali. Tra
il  1930 e il 1931 l'Italia attu in Libia una dura repressione  della
resistenza   locale,   facendo  ricorso  ad  armi   moderne   e   alla
deportazione, e non risparmiando la popolazione civile, che nella sola
Cirenaica pag un tributo di ben 60.000 vittime.
     I  territori  africani  a sud del Sahara  erano  sottoposti  alla
dominazione  di  vari  paesi  europei (Inghilterra,  Francia,  Belgio,
Spagna,  Portogallo e Italia), che intensificarono lo sfruttamento  di
minerali e di materie prime agricole. Frequenti furono gli episodi  di
ribellione  delle  popolazioni locali, che si  opponevano  soprattutto
all'espropriazione delle terre e al lavoro forzato. Una pi  decisa  e
consapevole  lotta per l'emancipazione nazionale venne promossa  dagli
intellettuali  africani formatisi nelle scuole  ed  alla  cultura  dei
bianchi.
     In  Sudafrica la politica di segregazione razziale,  attuata  sin
dal  1910,  al  momento della costituzione dell'Unione sudafricana,  e
successivamente   tradotta   in  precise  norme   legislative,   venne
progressivamente   accentuata,   favorita   dall'Inghilterra   e   dal
disinteresse  dell'opinione pubblica internazionale. Nel  1936  furono
varati  provvedimenti che sancirono l'esclusione totale dei  neri  dai
diritti politici e civili.
